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Ogni azienda è formata da varie figure professionali organizzate secondo il proprio ruolo funzionale. La più generica e comune tra queste organizzazioni è quella riportata nel diagramma ad albero che segue, denominato organigramma aziendale.

Passando dall’organigramma per funzioni all’organigramma della sicurezza, il legislatore ha rimodulato le definizioni e inserito altre figure con attribuzioni specifiche in tema di salute e sicurezza sul lavoro.

Il D.Lgs. 81/08, Testo Unico della Sicurezza, prevede che ognuna di queste figure sia sottoposta a un processo di formazione sul tema della salute e sicurezza. Questo processo è composto da una formazione iniziale e successivi aggiornamenti periodici. I dettagli riguardanti i percorsi formativi sono esplicitati nell’Accordo tra Stato e Regioni del 2011 e successive modificazoni.

La traduzione dei ruoli aziendali in figure della sicurezza tuttavia non è univoca, andando a dare sovrapposizioni di attribuzioni. Questo fatto, legato alla gerarchia di competenze e responsabilità in tema salute e sicurezza sul lavoro, avrebbe potuto dare origine a ridondanze nel processo formativo con conseguente appesantimento in termini di tempo e oneri economici per le aziende. L’Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016 sancisce tutte le esclusioni e gli esoneri ai corsi di formazione e di aggiornamento laddove una persona avesse già frequentato altri corsi sulla sicurezza.

Il sistema di esoneri può a prima vista apparire complicato, soprattutto quando l’esonero non è totale ma solo di parte dei moduli formativi.

Il presente articolo vuole dare un tool di rapido utilizzo per determinare, con una sola prima occhiata, se si possono ritenere già coperte da formazione adeguata e a norma di legge le persone che abbiano frequentato specifici corsi per la sicurezza.

Laddove ci siano degli esoneri solo parziali in questo articolo sono segnalati ma si rende comunque necessaria per il lettore la consultazione del suddetto Accordo Stato-Regioni per i dettagli dell’esclusione (consultabile a questo link).

Nelle tabelle che seguono sono impiegate sigle e diciture che corrispondono alla denominazione del corso di formazione in questione.

Questa la legenda relativa ai corsi di formazione (primo corso):

  • RSPP: Corso di formazione da Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Suddiviso in tre moduli, A, B, C di rispettivamente 28, 48+specializzazione, 24 ore. Possibili esenzioni anche parziali alla frequenza di modulo A e modulo B correlate al titolo di studio.
  • ASPP: Corso di formazione come Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione. Suddiviso in due moduli, A, B, comuni al corso RSPP. Possibili esenzioni anche parziali alla frequenza di modulo A e modulo B correlate al titolo di studio.
  • CSP/CSE: Corso di formazione per Coordinatore della Sicurezza in fase di Progetto e in fase di Esecuzione nel settore delle costruzioni. Durata 120 ore.
  • DDL16: Corso di formazione per Datori di Lavoro che vogliano auto-nominarsi RSPP. Rischio basso durata 16 ore.
  • DDL32: Corso di formazione per Datori di Lavoro che vogliano auto-nominarsi RSPP. Rischio medio durata 32 ore.
  • DDL48: Corso di formazione per Datori di Lavoro che vogliano auto-nominarsi RSPP. Rischio alto durata 48 ore.
  • RLS: Corso di formazione per Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza. Durata 32 ore.
  • DIRIGENTI: Corso di formazione sulla sicurezza per Dirigenti. Durata 16 ore.
  • PREPOSTI: Corso di formazione sulla sicurezza per Preposti. Durata 8 ore.
  • LAVORATORI GENERALE: Corso di formazione sulla sicurezza per Lavoratori, parte generale. Durata 4 ore.
  • LAVORATORI SPECIFICA4: Corso di formazione sulla sicurezza per Lavoratori, parte di rischio specifico, rischio basso. Durata 4 ore.
  • LAVORATORI SPECIFICA8: Corso di formazione sulla sicurezza per Lavoratori, parte di rischio specifico, rischio medio. Durata 8 ore.
  • LAVORATORI SPECIFICA12: Corso di formazione sulla sicurezza per Lavoratori, parte di rischio specifico, rischio alto. Durata 12 ore.
  • : Esonero totale.
  • : Necessaria frequenza.
  • : Esonero parziale.

 

Laddove la formazione specifica per lavoratori risulti esonerata, il datore di lavoro, in fase di valutazione dei rischi, dovrà comunque prevedere di integrarla con la formazione riferita ai rischi specifici della mansione.

Questa la legenda relativa ai corsi di aggiornamento:

  • RSPP: Corso di aggiornamento per Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. 40/60/100 ore ogni quinquennio.
  • ASPP: Corso di aggiornamento per Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione. 20/28 ore ogni quinquennio.
  • CSP/CSE: Corso di aggiornamento per Coordinatore della Sicurezza in fase di Progetto e in fase di Esecuzione nel settore delle costruzioni. 40 ore ogni quinquennio.
  • DDL6: Corso di aggiornamento per Datori di Lavoro auto-nominati RSPP. Rischio basso durata 6 ore ogni quinquennio.
  • DDL10: Corso di aggiornamento per Datori di Lavoro auto-nominati RSPP. Rischio medio durata 10 ore ogni quinquennio.
  • DDL14: Corso di aggiornamento per Datori di Lavoro auto-nominati RSPP. Rischio alto durata 14 ore ogni quinquennio.
  • RLS: Corso di aggiornamento per Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza. Durata 4/8 ore annue.
  • DIRIGENTI: Corso di aggiornamento sulla sicurezza per Dirigenti. Durata 6 ore ogni quinquennio.
  • PREPOSTI: Corso di aggiornamento sulla sicurezza per Preposti. Durata 6 ore ogni quinquennio.
  • LAVORATORI SPECIFICA: Corso di aggiornamento sulla sicurezza per Lavoratori. Durata 6 ore ogni quinquennio.
  • : Esonero totale.
  • : Necessaria frequenza.
  • : Esonero parziale.

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È scattato il 12 ottobre l’obbligo per tutti i datori di lavoro, anche se non iscritti all’Inail, dovranno comunicare, entro 48 ore dal ricevimento del certificato medico, tutti gli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro di almeno 1 giorno oltre a quello dell’evento.

Per fare maggiore chiarezza sul tema delle comunicazioni degli infortuni è stata pubblicata, sul portale INAIL, una circolare contenente le istruzioni per le segnalazioni ed evitare così le sanzioni previste, che possono arrivare fino a 1972,80 euro.

Il nuovo obbligo di comunicazione degli infortuni di breve durata è rivolto a tutti i datori di lavoro, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso Enti diversi dall’Inail o con polizze private, ed è entrato in vigore lo scorso 12 ottobre. A partire da tale data quindi ogni datore di lavoro ha l’onere di inviare, per fini statistici e informativi, la comunicazione di infortunio che comporti un’assenza dal lavoro di almeno un giorno oltre a quello dell’evento, occorso ai propri dipendenti nonché ai soggetti a essi equiparati. La comunicazione va trasmessa entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico.

Per adempiere al nuovo obbligo di legge è necessario utilizzare, in via esclusiva, il nuovo servizio telematico "Comunicazione di infortunio", accessibile dal portale Inail all’interno della macrosezione "Denuncia di infortunio e malattia professionale". È possibile ricorrere alla PEC solo in caso di eccezionali e comprovati problemi tecnici, utilizzando il modello scaricabile dal sito dell’Inail e allegandovi la schermata di errore restituita dal sistema.

Rimane invece invariata la modalità di denuncia obbligatoria con finalità assicurativa degli infortuni con prognosi superiore a tre giorni, escluso quello dell’evento. Adempimento quest’ultimo che assolve anche all’obbligo di denuncia a fini statistici e informativi. In modo tale da evitare al datore di lavoro la duplice comunicazione per uno stesso infortunio seppure aventi finalità diverse.

Qualora invece la prognosi di infortunio oggetto di "Comunicazione di infortunio" si prolunghi oltre i tre giorni la nuova applicazione informatica dell’Inail permette la conversione in denuncia della comunicazione già inviata.

Per accedere al nuovo servizio telematico i datori di lavoro, e i loro delegati, possono utilizzare le credenziali di accesso già in loro possesso per l’invio della denuncia di infortunio superiore a tre giorni.

Il datore di lavoro agricolo e il datore di lavoro privato di lavoratori assicurati presso altri enti diversi dall’Inail o con polizze private devono, invece, utilizzare il ruolo strong di "Utente con credenziali dispositive". Tali credenziali dispositive si possono ottenere attraverso una delle seguenti modalità:

  • accesso con credenziali Spid;

  • accesso tramite federazione Inps;

  • accesso tramite Carta Nazionale dei Servizi (Cns);

  • credenziali Inail.

Il mancato rispetto dei termini previsti per l’invio della comunicazione di infortunio di un solo giorno determina l’applicazione della sanzione amministrativa da 548,00 a 1972,80 euro. Competenti all'accertamento e alla irrogazione della sopra citata sanzione sono gli organi di vigilanza di cui all’art. 13 del D.Lgs. 81/08, con particolare riferimento alle Aziende sanitarie locali competenti per territorio. A costoro è stato messo a disposizione dall’Inail l’applicativo "Cruscotto infortuni" nel quale confluiranno tutte le nuove comunicazioni di infortunio di un solo giorno, con l’evidenza per ciascun caso delle date di ricezione del certificato medico e di inoltro all'istituto assicurativo della comunicazione d’infortunio stessa.

Per leggere la circolare pubblicata da INAIL, clicca qui.

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La sicurezza in ufficio: Parte 8

Continua con la panoramica sui pericoli tipici degli ambienti di lavoro di tipo ufficio; dopo aver analizzato l’organizzazione del lavoro, le postazioni di lavoro, il rischio elettrico e la movimentazione manuale dei carichi, vediamo ora quali siano altri pericoli di carattere generico che possiamo riscontrare nei nostri uffici. Le informazioni sono tratte dal Quaderno informativo n. 16, “La Sicurezza in Ufficio” tratto dalla Collana “Cultura della sicurezza” dell’università La Sapienza di Roma.

I luoghi di lavoro possono divenire fonte di rischi di incidenti. Un'alta percentuale di infortuni avviene durante gli spostamenti da ufficio a ufficio per errato utilizzo delle attrezzature o per comportamenti non idonei.

Si riportano di seguito, alcune indicazioni utili a prevenirle tali rischi.


Misure comportamentali di carattere generale

  • Nel salire e scendere le scale appoggiarsi sempre all’apposito corrimano corrimano.

  • Evitare di correre, in particolare se si hanno le mani occupate, si trasportano carichi, si è in presenza di pavimenti bagnati, ostacoli, ecc.

  • Nel raggiungimento di ripari sopraelevati, non salire mai sulle sedie: il rischio di caduta è molto elevato specialmente se le sedie hanno le ruote.

  • Non posizionare materiali sulle griglie di aerazione dell'impianto di climatizzazione, quando in funzione, per evitare il surriscaldamento dell’apparecchiatura.

  • Evitare l’impiego di taglierine sprovviste delle necessarie protezioni.

  • Nella manipolazione di fogli di carta, buste o lucidi, osservare particolare attenzione per prevenire il rischio di “taglio” alle mani.

  • Chiudere sempre i cassetti e le ante degli armadi per evitare urti (soprattutto se in vetro).

  • Per la raccolta dei rifiuti prodotti durante l’attività in ufficio, debbono essere utilizzati gli appositi contenitori differenziati attenendosi alle indicazioni riportate sugli stessi.

 

Misure per l’utilizzo in sicurezza delle attrezzature

 In ufficio abbiamo spesso a che fare con altre attrezzature di lavoro, il cui utilizzo può essere anche abbastanza frequente, e che comportano rischi spesso significativi.

 Vediamo come utilizzarle correttamente.

 
Stampanti e fotocopiatrici:

  • Posizionare le macchine fotocopiatrici, possibilmente, in zona aerata o in prossimità di finestre, per garantire un sufficiente ricambio d’aria.

  • Custodire il libretto delle istruzioni nelle vicinanze delle attrezzature.

  • Mantenere abbassato il coperchio durante l’impiego della fotocopiatrice per evitare che l’intensa luminosità della lampada arrechi disturbi alla vista.

  • Quando la sostituzione dell'inchiostro o del toner non è affidata a personale esterno:

    • seguire le istruzioni di uso e manutenzione;

    • indossare guanti protettivi in lattice EN 374;

    • gettare le cartucce sostituite negli appositi contenitori differenziati;

    • ove presenti residui, rimuoverli con un panno umido;

    • in caso di accidentale trasferimento di particelle di toner sugli occhi, lavare subito con acqua fredda per almeno 15 minuti;

    • in caso di contatto con la bocca, sciacquare con abbondante acqua fredda;

    • per rimuovere residui, evitare di utilizzare acqua calda o bollente (i toner diventano appiccicosi).

  • Non direzionare le bocchette di scarico dell’aria verso le persone.

  • Eliminare scrupolosamente e con cautela la carta inceppata per non provocare dannosi movimenti di polvere.

  • Segnalare eventuali anomalie dei collegamenti elettrici e delle apparecchiature al personale preposto alla manutenzione.

  • Non utilizzare l’apparecchiatura in caso di cavi danneggiati.

 

Scale portatili:

  • Per raggiungere livelli sopraelevati si raccomanda di utilizzare scale portatili conformi alla norma UNI EN 131.

  • Le scale portatili, devono essere in buono stato di conservazione e avere dispositivi antiscivolo alle estremità inferiori dei montanti e sui gradini

  • Le scale con apertura “a compasso”, devono avere dispositivi di trattenuta contro l'apertura oltre il limite di sicurezza.

  • Le scale ad appoggio, devono essere dotate alle estremità superiori di dispositivi di ancoraggio o di dispositivi antiscivolo.

  • Le scale “a castello”, devono avere un corrimano da utilizzare durante la salita e la discesa.

 

Per evitare il rischio di infortunio durante l’utilizzo delle scale portatili:

  • Prima di salire, accertarsi che i dispositivi di trattenuta siano completamente in tensione.

  • Non appoggiare mai oggetti sui gradini e non salire sulla scala con entrambe le mani occupate.

  • Non salire mai in più persone su una sola scala.

  • Non spostare le scale quando vi opera un'altra persona.

  • Durante l'utilizzo di una scala in corrispondenza del raggio di apertura di una porta, impedire preventivamente la possibilità che questa venga aperta.

  • Salire e scendere con la parte anteriore del corpo rivolta verso la scala.

  • In caso di utilizzo della scala in condizioni non perfette di equilibrio, richiedere l’aiuto di un collega che regga la scala.

 

Archivi compatti:

Gli archivi compatti sono degli armadi a moduli scorrevoli azionabili meccanicamente o elettricamente.

 Di seguito si riportano le principali misure comportamentali per la sicurezza di tali attrezzature:

  • prima di movimentare i moduli scorrevoli, accertarsi che non si urtino persone o materiali;

  • bloccare sempre con l’apposito dispositivo i moduli prima di entrare nello spazio compreso tra di essi

  • non togliere il blocco degli armadi scorrevoli prima di essersi accertati che non ci siano persone o materiali negli spazi interni

  • chiudere il compact dopo l’utilizzo.

 

Nel prossimo articolo parleremo della segnaletica dei nostri uffici, con particolare riferimento ai cartelli di emergenza e di sicurezza.

Per vedere maggiori dettagli sulla sicurezza in ufficio, scarica l’articolo completo cliccando qui oppure leggi il prossimo articolo sul nostro sito.

Pubblicato in Ultime Notizie
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La sicurezza in ufficio: Parte 7

La movimentazione manuale dei carichi

Quali sono i rischi di una movimentazione manuale e quali sono le corrette modalità di movimentazione dei carichi?

Dopo aver analizzato l’organizzazione del lavoro, le postazioni di lavoro e il rischio elettrico, passiamo ad un altro rischio tipico degli ambienti di lavoro di tipo ufficio, e cioè la movimentazione manuale dei carichi. Le informazioni sono tratte dal Quaderno informativo n. 16, “La Sicurezza in Ufficio” tratto dalla Collana “Cultura della sicurezza” dell’università La Sapienza di Roma.

Movimentazione manuale dei carichi

Durante la normale attività di ufficio, può verificarsi la necessità di trasportare faldoni, risme di carta, ecc. Si riportano di seguito alcune indicazione che possono essere utili anche nei casi in cui tale movimento è occasionale, al fine di evitare possibili traumi o incidenti nelle fasi di sollevamento e trasporto dei carichi.

Sollevare un carico, anche di pochi chilogrammi, sottopone ad una compressione lombare la struttura muscolo-scheletrica del corpo umano, con una notevole incidenza di valori che variano in relazione all'angolo di inclinazione del tronco al momento del sollevamento.

Come effettuare la movimentazione: alcuni consigli

Prima di iniziare l’attività di movimentazione, bisogna sempre:

  • controllare il carico da movimentare poiché le superfici degli imballi o del componente movimentato possono presentare parti taglienti, pungenti o scheggiate che possono provocare ferite alle mani.

  • prima di sollevare e trasportare manualmente un carico è necessario conoscerne il peso, il senso di sollevamento, gli eventuali punti di presa e le caratteristiche del contenuto

Dopo queste verifiche iniziali, per sollevare un carico senza sottoporsi ad un carico eccessivo (q di conseguenza ad una compressione lobare eccessiva), è necessario:

  • Afferrare il carico mantenendo le gambe divaricate, con i piedi ad una distanza di 20/30 cm tra loro, affinché sia garantito l’equilibrio durante l’operazione.

  • Sollevare il carico gradualmente dal punto di appoggio.

  • Eseguire il sollevamento con la schiena in posizione eretta e con le braccia rigide in modo tale che lo sforzo sia sopportato prevalentemente dai muscoli delle gambe.

  • Non sollevare un peso curvando la schiena ma piegando le gambe.

  • Sollevando o spostando un carico, non eseguire mai torsioni del busto.

  • Spostando un carico non mantenerlo mai lontano dal baricentro del corpo.

  • Non inarcare la schiena per raggiungere posizioni sopraelevate, ma usare apposite scalette.

  • Quando, per la movimentazione dei carichi, vengono utilizzate specifiche attrezzature (bravette, carrellini, ecc.), fare attenzione che siano in buono stato e che i materiali siano correttamente posizionati per evitare cadute o ribaltamenti.

Con questi accorgimenti sarà possibile ridurre l’entità del rischio da movimentazione manuale dei carichi e quindi anche il mal di schiena alla fine della giornata.

Nel prossimo articolo parleremo degli altri pericoli generici presenti nei nostri uffici, per capire quali siano le misure comportamentali da adottare.
Per vedere maggiori dettagli sulla sicurezza in ufficio, scarica l’articolo completo cliccando qui oppure leggi il prossimo articolo sul nostro sito.

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La sicurezza in ufficio: Parte 6

Continua con la panoramica sui pericoli tipici degli ambienti di lavoro di tipo ufficio; dopo aver analizzato aspetti di contesto e contenuto, di organizzazione del lavoro e di comportamenti, ci concentriamo in particolare sugli aspetti legati al rischio elettrico. Le informazioni sono tratte dal Quaderno informativo n. 16, “La Sicurezza in Ufficio” tratto dalla Collana “Cultura della sicurezza” dell’università La Sapienza di Roma.

In questo articolo vedremo nel dettaglio le misure di prevenzione e protezione a fronte del rischio elettrico.

Le principali misure di prevenzione e protezione che si possono adottare per il rischio elettrico sono.

Sistemi di protezione degli impianti

Per prevenire il rischio di elettrocuzione è necessario che gli impianti e gli apparecchi elettrici siano progettati in conformità con le norme tecniche vigenti e, in particolare, siano dotati di protezione, quali:

  • Isolamenti: guaine in gomma, PVC, ecc. (singoli o doppi) che rivestono i conduttori.
  • Interruttori differenziali (“salvavita”) i quali interrompono il circuito non appena avviene una dispersione o un contatto diretto.
  • Impianto di messa a terra.

Tali sistemi di protezione devono essere sottoposti a periodici controlli e revisioni a cura di personale qualificato.

Comportamenti appropriati per prevenire il rischio elettrico durante il lavoro

  • Non maneggiare attrezzature elettriche con le mani bagnate e assicurarsi che il pavimento o le superfici su cui poggiano, siano asciutti.
  • In caso di pulizia di apparecchiature elettriche, staccare preventivamente la spina di alimentazione e non usare panni bagnati.
  • Nell’inserire e disinserire le spine dalle prese, impugnare l’apposito involucro esterno e non tirare mai il cavo elettrico.
  • Evitare la presenza di cavi elettrici sul pavimento e l’utilizzo di prese volanti.
  • Non utilizzare multiprese tipo “triple” collocate collegate ad altre inutili prese (effetto cosiddetto “ad albero di Natale”). in questo modo si determina un carico eccessivo sul primo collegamento con possibile rischio di incendio. Se gli apparecchi utilizzati aumentano rispetto al numero di prese disponibili, richiedere l’adeguamento dell’impegno.
  • Non improvvisarsi mai elettricisti per risolvere problemi di carattere tecnico ma segnalare tempestivamente eventuali guasti o anomalie dell’impianto al personale specializzato.
  • Non effettuare interventi su impianti elettrici e sugli apparecchi in tensione.
  • Richiedere la sostituzione dei cavi elettrici schiacciati, usurati o rotti.
  • Non installare e utilizzare apparecchiature elettriche non autorizzate (stufette, forni a microonde,
  • fornelletti, piastre ecc.).
  • Al termine della giornata lavorativa, spegnere, ove possibile, tutte le apparecchiature elettriche
  • Per ogni necessità richiedere sempre l'intervento del personale specializzato.
  • Non utilizzare mai acqua per spegnere un incendio di natura elettrica, ma solo estintori a polvere o, preferibilmente, a CO2.

Nel prossimo articolo parleremo di un altro rischio tipico dei nostri uffici, la movimentazione manuale dei carichi.

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La sicurezza in ufficio: Parte 5

Continua con la panoramica sui pericoli tipici degli ambienti di lavoro di tipo ufficio; dopo aver analizzato aspetti di contesto e contenuto, di organizzazione del lavoro e di comportamenti, ci concentriamo in particolare sugli aspetti legati al rischio elettrico. Le informazioni sono tratte dal Quaderno informativo n. 16, “La Sicurezza in Ufficio” tratto dalla Collana “Cultura della sicurezza” dell’università La Sapienza di Roma.

Rischio elettrico:

Il corpo umano è un conduttore di corrente, pertanto, a contatto con una parte in tensione, rimane esposto ai pericoli dell’elettrocuzione (scossa elettrica) che può comportare conseguenze sull’organismo, anche gravi.

La condizione necessaria perché avvenga l’elettrocuzione è che la corrente abbia, rispetto al corpo, un punto di entrata e un punto di uscita. Il punto di entrata è di norma la zona di contatto con la parte in tensione, il punto di uscita è la zona del corpo che entra in contatto con altri conduttori consentendo la circolazione della corrente all’interno dell’organismo seguendo un dato percorso. In altre parole, se accidentalmente le dita della mano toccano una parte in tensione ma l’organismo è isolato da terra (scarpe di gomma) e non vi è altro contatto con corpi estranei, non si verifica la condizione di passaggio della corrente e non si registra alcun incidente. Mentre, se la medesima circostanza si verifica a piedi nudi, si avrà elettrocuzione con circolazione della corrente nel percorso che va dalla mano verso il piede, in tal caso punto di uscita.

Il corpo umano può sopportare senza danni una corrente di intensità inferiore a 0,01 ampère e tensioni fino a 25 volt di corrente alternata e di 50 volt di corrente continua.

La gravità delle conseguenze del passaggio di corrente nel corpo umano varia in funzione:

  • del tipo e dell’intensità della corrente;

  • della tensione;

  • della durata dell’esposizione;

  • degli organi interessati;

  • delle condizioni del soggetto esposto.

 Il passaggio di corrente elettrica nell’organismo può provocare:

  • La tetanizzazione, ossia la contrattura involontaria dei muscoli.

  • L’arresto della respirazione

  • La fibrillazione ventricolare e arresto cardiaco.

  • Ustioni dovute all’innalzamento della temperatura per il cosiddetto ”effetto joule”.

 L’elettrocuzione, può essere provocata dal contatto diretto o indiretto con elementi in tensione.

Contatto diretto, avviene quando si entra in contatto con una parte normalmente in tensione.

Contatto indiretto, avviene quando si entra in contatto con una parte non normalmente in tensione, che, per un difetto di isolamento o contatto si trova sotto tensione (es. l’involucro metallico di un elettrodomestico). Il contatto indiretto, non essendo prevedibile, è più insidioso.

Altri pericoli connessi alla presenza di energia elettrica sono l’incendio di origine elettrica, l’innesco in atmosfera esplosiva e la mancanza di energia elettrica.

L’incendio è dovuto ad un’anomalia dell’impianto elettrico, ad un corto circuito, ad un arco elettrico o ad un sovraccarico, possibili cause dell’innesco della combustione. In alcuni casi l’impianto elettrico funge da vettore di un incendio, in quanto costituito da materiale combustibile (cavi ad isolamento plastico).

L’impianto elettrico può provocare l’innesco di sostanze esplosive, di atmosfere di gas, di vapori o di polveri, a causa della formazione dell’arco elettrico (manovre, guasti), di sovraccarichi e di corto circuiti.
Indirettamente anche la mancanza di energia elettrica può essere causa di infortuni. Un Black-out, può rappresentare durante una lavorazione pericolosa un fattore di notevole rischio.

Nel prossimo articolo vedremo insieme quali sono le misure di prevenzione e protezione da adottare per difenderci al meglio dal rischio elettrico nei nostri uffici.

Per vedere maggiori dettagli sulla sicurezza in ufficio, scarica l’articolo completo cliccando qui oppure leggi il prossimo articolo sul nostro sito.

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La sicurezza in ufficio: Parte 4

Dopo i consigli su come evitare i disturbi connessi al lavoro col pc, in particolare quando si lavora da casa, ecco alcune indicazioni sulla tutela della salute e sicurezza nelle attività d’ufficio. Le misure comportamentali relative a cadute, urti, uso di attrezzature, gestione di stampanti e fotocopiatrici, utilizzo di scale portatili e archivi compatti. Le descrive il Quaderno informativo n. 16, “La Sicurezza in Ufficio” tratto dalla Collana “Cultura della sicurezza” dell’università La Sapienza di Roma.

In questo quarto articolo vediamo nel dettaglio i requisiti della postazione di lavoro.

Requisiti della postazione di lavoro:

Per “postazione di lavoro” si intende l'insieme che comprende i seguenti elementi: scrivania, sedile, PC, telefono, stampanti, fax, ecc

La postazione di lavoro:

La postazione di lavoro deve essere collocata, in modo da tener conto di superfici finestrate e di lampade o di superfici riflettenti che potrebbero creare fenomeni di riflesso o di abbagliamento diretto o indiretto, responsabili dell’affaticamento visivo.

In particolare si deve prestare attenzione a:

  • Piano di lavoro;

  • Il sedile;

  • Lo schienale;

  • Il poggiapiedi;

  • Lo schermo;

  • La tastiera;

  • Il mouse;

  • I documenti di lavoro;

La corretta postura al videoterminale:

Al fine di prevenire i disturbi all’apparato muscolo scheletrico occorre assumere una corretta postura quando si utilizza il VDT. Ecco, di seguito, alcune principali norme:

  1. Spalle rilassate e schiena dritta.

  2. Spazio del piano di lavoro davanti alla tastiera sufficiente a consentire l’appoggio di mani e avambracci (distanza della tastiera dal bordo della scrivania di circa 20 cm.).

  3. Schienale regolato in modo da fornire il corretto sostegno della zona dorso lombare.

  4. Altezza del piano di seduta che consenta il pieno appoggio a terra dei piedi.

  5. Eventuale pedana poggiapiedi.

  6. Gambe piegate in modo da formare un angolo di circa 90°.

  7. Parte superiore dello schermo all’altezza degli occhi e sguardo perpendicolare al monitor ad una distanza compresa tra i 50 e i 70 cm.

Uso del computer portatile:

L’impiego prolungato di computer portatili necessita della disponibilità di una tastiera e di un mouse o altro dispositivo di puntamento esterni, nonché di un idoneo supporto che consente il corretto posizionamento dello schermo.



Per vedere maggiori dettagli sulle caratteristiche delle postazioni di lavoro, scarica l’articolo completo cliccando qui oppure leggi il prossimo articolo sul nostro sito.

 

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La sicurezza in ufficio: Parte 3

Dopo i consigli su come evitare i disturbi connessi al lavoro col pc, in particolare quando si lavora da casa, ecco alcune indicazioni sulla tutela della salute e sicurezza nelle attività d’ufficio. Le misure comportamentali relative a cadute, urti, uso di attrezzature, gestione di stampanti e fotocopiatrici, utilizzo di scale portatili e archivi compatti. Le descrive il Quaderno informativo n. 16, “La Sicurezza in Ufficio” tratto dalla Collana “Cultura della sicurezza” dell’università La Sapienza di Roma.

In questo terzo articolo vediamo nel dettaglio l’ambiente e la postazione di lavoro.


Ambiente e postazione di lavoro:

Un posto di lavoro ben concepito è la migliore premessa per garantire il benessere lavorativo e, di conseguenza, un buon rendimento sul lavoro. I fattori negativi o dannosi per la salute e sicurezza si possono eliminare adottando adeguate misure tecnico organizzative. Tensioni muscolari continue portano a tensione e crampi, una scarsa illuminazione può affaticare gli occhi, provocare sensazioni di spossatezza e cali di concentrazione. Per questo è importante pensare alla prevenzione degli infortuni o ad evitare situazioni di malessere al momento di pianificare gli spazi adibiti ad ufficio. La progettazione dell’ambiente e della postazione di lavoro, deve assicurare che la collocazione delle attrezzature (video, tastiera, stampante, ecc.) e la dimensione degli spazi e le caratteristiche degli arredi siano funzionali alle esigenze dell'attività da svolgere.


Parametri fisici che influenzano l’ambiente di lavoro

I principali parametri fisici che influenzano un ambiente di lavoro, sono:

  • Illuminazione;

  • Qualità dell’aria indoor;

  • Microclima.


Illuminazione:

 Un ambiente di lavoro deve essere dotato di sufficiente illuminazione naturale, eventualmente integrata da sistemi di illuminazione artificiale anche localizzati. La corretta illuminazione di un luogo di lavoro deve essere tale da garantire:

  • buona visibilità: per svolgere correttamente la propria attività;

  • comfort visivo: l’insieme deve soddisfare le necessità di carattere fisiologico e psicologico;

  • sicurezza: le condizioni di illuminazione devono garantire un pronto e sicuro discernimento dei pericoli e facilità di movimento per mettersi in sicurezza.

Inoltre, al fine di evitare l’affaticamento visivo, deve essere garantito un livello di illuminazione compatibile con l’impegno visivo richiesto dall’attività lavorativa. A tal fine, per l’illuminazione artificiale, il parametro di riferimento utilizzato è l’illuminamento definito come il rapporto tra il flusso luminoso che incide su di una superficie e l’area della superficie stessa e si misura in Lux. I valori di illuminamento raccomandati negli uffici sono compresi tra 300 – 750 Lux.


Qualità dell’aria indoor:

La popolazione trascorre, il 90% del proprio tempo in ambienti chiusi (indoor) ed il residuo 10% all'aperto (outdoor).

Il livello della qualità dell’aria negli uffici deve essere quindi tale da garantire:

  • La soddisfazione delle esigenze di benessere della maggior parte delle persone presenti nell'ambiente di lavoro.

  • L’assenza di agenti inquinanti noti in concentrazioni tali da arrecare danno alla salute o causare condizione di malessere per gli occupanti.


Microclima:

Il microclima è il complesso dei parametri fisici che caratterizzano un determinato ambiente, i quali, insieme ai parametri individuali, quali l’attività metabolica e l’abbigliamento, determinano gli scambi termici tra l’ambiente stesso e gli individui che vi operano.

Un microclima confortevole è quello che suscita nella maggioranza degli individui presenti, una soddisfazione per l’ambiente dal punto di vista termoigrometrico, e quindi una situazione di “benessere termico” o “comfort”.

Per vedere maggiori dettagli sulle caratteristiche degli ambienti di lavoro, scarica l’articolo completo cliccando qui oppure leggi il prossimo articolo sul nostro sito.

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La sicurezza in ufficio: Parte 2

Dopo i consigli su come evitare i disturbi connessi al lavoro col pc, in particolare quando si lavora da casa, ecco alcune indicazioni sulla tutela della salute e sicurezza nelle attività d’ufficio. Le misure comportamentali relative a cadute, urti, uso di attrezzature, gestione di stampanti e fotocopiatrici, utilizzo di scale portatili e archivi compatti. Le descrive il Quaderno informativo n. 16, “La Sicurezza in Ufficio” tratto dalla Collana “Cultura della sicurezza” dell’università La Sapienza di Roma.


Contenuto del lavoro, organizzazione e comportamento:

Tra infortunio e organizzazione del lavoro c’è un rapporto stretto. Un’organizzazione carente, competenze decisionali poco chiare, malintesi, ritmi di lavoro pressanti, possono spesso portare a situazioni critiche.
Vengono di seguito indicati alcuni fattori di rischio connessi all’organizzazione e al contenuto del lavoro tipici degli ambienti di lavoro in cui viene svolta attività di ufficio.

  • Sovraccarico o sottocarico lavorativo

  • Problemi psicosociali e di comunicazione

  • Aspetti direttivi del lavoro. (Stress e scarsa motivazione)

  • Comunicazione interna (Tensioni, problemi interpersonali)

  • Tensioni nei rapporti interpersonali /mobbing / molestie sessuali (Stress psichico, clima di lavoro malsano, calo del rendimento).

  • Alcool, medicinali, droghe (Dipendenza, maggiore propensione agli infortuni, danni alla salute, calo del rendimento, assenze dal lavoro)

  • Pause e periodo di riposo limitate (Disturbi alla vista, spossatezza, calo del rendimento, disturbi digestivi).

  • Uffici open space (Disagio a causa di una limitata sfera privata).

  • Telelavoro (Stress psichico a causa della mancanza di contatti umani, isolamento).

  • Fattori di disturbo (Stress, malessere fisico e psicologico).

  • Reception clienti / sportello / accoglienza clienti (Stress dovuto all’obbligo di essere sempre gentili. Atti di violenza/aggressività da parte dei clienti).

  • Postura / attività prolungata in posizione seduta o in piedi / sollevare e trasportare carichi frequentemente (Disturbi muscolo-scheletrici, ossia problemi all’apparato motorio, mal di schiena, dolori alle spalle e al collo, tensioni muscolari. Disturbi circolatori, emorroidi, gambe gonfie, varici, affaticamento precoce).

  • Disposizioni speciali in caso di maternità (Pericoli e conseguenze negative sulla madre e il bambino).

  • Trasferte di lavoro (Maggiore rischio di infortunio a causa di una minore concentrazione).

  • Reception, attività di portineria, smistamento posta (Infortunio, malattia, malessere, reazione sbagliata, reazione inaspettata).


Per vedere le principali indicazioni generali sulle misure di tipo organizzativo e comportamentale di cui tenere conto al fine di prevenirne i possibili effetti dannosi scarica l’articolo completo cliccando qui oppure leggi il prossimo articolo sul nostro sito.

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La sicurezza in ufficio: Parte 1

Dopo i consigli su come evitare i disturbi connessi al lavoro col pc, in particolare quando si lavora da casa, ecco alcune indicazioni sulla tutela della salute e sicurezza nelle attività d’ufficio. Le misure comportamentali relative a cadute, urti, uso di attrezzature, gestione di stampanti e fotocopiatrici, utilizzo di scale portatili e archivi compatti. Le descrive il Quaderno informativo n. 16, “La Sicurezza in Ufficio” tratto dalla Collana “Cultura della sicurezza” dell’università La Sapienza di Roma.

Premessa

E’ opinione diffusa che il lavoro svolto in ufficio sia, praticamente, non pericoloso. Certamente lo è molto meno di quello svolto in ambienti di produzione quali fabbriche, cantieri, fonderie.

Tuttavia, come confermano le statistiche, non pochi casi di eventi dannosi coinvolgono lavoratori occupati negli ambienti d’ufficio. Ecco alcuni esempi di incidenti o situazioni rischiose che si verificano in tali ambienti lavorativi:

  • urtare contro l’anta di un armadio lasciato aperto;

  • cadere da una sedia usata impropriamente per raggiungere ripari sopraelevati;

  • scivolare da una scala percorsa velocemente e magari con le mani occupate che non permettono di utilizzare il corrimano;

  • assumere una postura non adatta o ergonomicamente non corretta durante il lavoro alla scrivania,

Si potrebbe proseguire ancora con altri esempi che ci vengono suggeriti proprio dalle statistiche sugli infortuni e sulle malattie professionali.

Cosa fare? Come intervenire? Quali misure adottare?

Applicare i principi della prevenzione a monte dei quali assumono un ruolo fondamentale la corretta progettazione dell’ambiente e della postazione di lavoro, l’organizzazione, ma anche l’adozione da parte dei lavoratori di corretti comportamenti durante l’effettuazione della propria attività d’ufficio.

Nelle parti successive verranno analizzati alcuni aspetti del lavoro d’ufficio, indicando, per ciascuno, quali possano essere le possibili condizioni di pericolo e le possibili soluzioni finalizzate a prevenire gli effetti dannosi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

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