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Articoli filtrati per data: Marzo 2017
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La sicurezza in ufficio: Parte 5

Continua con la panoramica sui pericoli tipici degli ambienti di lavoro di tipo ufficio; dopo aver analizzato aspetti di contesto e contenuto, di organizzazione del lavoro e di comportamenti, ci concentriamo in particolare sugli aspetti legati al rischio elettrico. Le informazioni sono tratte dal Quaderno informativo n. 16, “La Sicurezza in Ufficio” tratto dalla Collana “Cultura della sicurezza” dell’università La Sapienza di Roma.

Rischio elettrico:

Il corpo umano è un conduttore di corrente, pertanto, a contatto con una parte in tensione, rimane esposto ai pericoli dell’elettrocuzione (scossa elettrica) che può comportare conseguenze sull’organismo, anche gravi.

La condizione necessaria perché avvenga l’elettrocuzione è che la corrente abbia, rispetto al corpo, un punto di entrata e un punto di uscita. Il punto di entrata è di norma la zona di contatto con la parte in tensione, il punto di uscita è la zona del corpo che entra in contatto con altri conduttori consentendo la circolazione della corrente all’interno dell’organismo seguendo un dato percorso. In altre parole, se accidentalmente le dita della mano toccano una parte in tensione ma l’organismo è isolato da terra (scarpe di gomma) e non vi è altro contatto con corpi estranei, non si verifica la condizione di passaggio della corrente e non si registra alcun incidente. Mentre, se la medesima circostanza si verifica a piedi nudi, si avrà elettrocuzione con circolazione della corrente nel percorso che va dalla mano verso il piede, in tal caso punto di uscita.

Il corpo umano può sopportare senza danni una corrente di intensità inferiore a 0,01 ampère e tensioni fino a 25 volt di corrente alternata e di 50 volt di corrente continua.

La gravità delle conseguenze del passaggio di corrente nel corpo umano varia in funzione:

  • del tipo e dell’intensità della corrente;

  • della tensione;

  • della durata dell’esposizione;

  • degli organi interessati;

  • delle condizioni del soggetto esposto.

 Il passaggio di corrente elettrica nell’organismo può provocare:

  • La tetanizzazione, ossia la contrattura involontaria dei muscoli.

  • L’arresto della respirazione

  • La fibrillazione ventricolare e arresto cardiaco.

  • Ustioni dovute all’innalzamento della temperatura per il cosiddetto ”effetto joule”.

 L’elettrocuzione, può essere provocata dal contatto diretto o indiretto con elementi in tensione.

Contatto diretto, avviene quando si entra in contatto con una parte normalmente in tensione.

Contatto indiretto, avviene quando si entra in contatto con una parte non normalmente in tensione, che, per un difetto di isolamento o contatto si trova sotto tensione (es. l’involucro metallico di un elettrodomestico). Il contatto indiretto, non essendo prevedibile, è più insidioso.

Altri pericoli connessi alla presenza di energia elettrica sono l’incendio di origine elettrica, l’innesco in atmosfera esplosiva e la mancanza di energia elettrica.

L’incendio è dovuto ad un’anomalia dell’impianto elettrico, ad un corto circuito, ad un arco elettrico o ad un sovraccarico, possibili cause dell’innesco della combustione. In alcuni casi l’impianto elettrico funge da vettore di un incendio, in quanto costituito da materiale combustibile (cavi ad isolamento plastico).

L’impianto elettrico può provocare l’innesco di sostanze esplosive, di atmosfere di gas, di vapori o di polveri, a causa della formazione dell’arco elettrico (manovre, guasti), di sovraccarichi e di corto circuiti.
Indirettamente anche la mancanza di energia elettrica può essere causa di infortuni. Un Black-out, può rappresentare durante una lavorazione pericolosa un fattore di notevole rischio.

Nel prossimo articolo vedremo insieme quali sono le misure di prevenzione e protezione da adottare per difenderci al meglio dal rischio elettrico nei nostri uffici.

Per vedere maggiori dettagli sulla sicurezza in ufficio, scarica l’articolo completo cliccando qui oppure leggi il prossimo articolo sul nostro sito.

Pubblicato in Ultime Notizie
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La sicurezza in ufficio: Parte 4

Dopo i consigli su come evitare i disturbi connessi al lavoro col pc, in particolare quando si lavora da casa, ecco alcune indicazioni sulla tutela della salute e sicurezza nelle attività d’ufficio. Le misure comportamentali relative a cadute, urti, uso di attrezzature, gestione di stampanti e fotocopiatrici, utilizzo di scale portatili e archivi compatti. Le descrive il Quaderno informativo n. 16, “La Sicurezza in Ufficio” tratto dalla Collana “Cultura della sicurezza” dell’università La Sapienza di Roma.

In questo quarto articolo vediamo nel dettaglio i requisiti della postazione di lavoro.

Requisiti della postazione di lavoro:

Per “postazione di lavoro” si intende l'insieme che comprende i seguenti elementi: scrivania, sedile, PC, telefono, stampanti, fax, ecc

La postazione di lavoro:

La postazione di lavoro deve essere collocata, in modo da tener conto di superfici finestrate e di lampade o di superfici riflettenti che potrebbero creare fenomeni di riflesso o di abbagliamento diretto o indiretto, responsabili dell’affaticamento visivo.

In particolare si deve prestare attenzione a:

  • Piano di lavoro;

  • Il sedile;

  • Lo schienale;

  • Il poggiapiedi;

  • Lo schermo;

  • La tastiera;

  • Il mouse;

  • I documenti di lavoro;

La corretta postura al videoterminale:

Al fine di prevenire i disturbi all’apparato muscolo scheletrico occorre assumere una corretta postura quando si utilizza il VDT. Ecco, di seguito, alcune principali norme:

  1. Spalle rilassate e schiena dritta.

  2. Spazio del piano di lavoro davanti alla tastiera sufficiente a consentire l’appoggio di mani e avambracci (distanza della tastiera dal bordo della scrivania di circa 20 cm.).

  3. Schienale regolato in modo da fornire il corretto sostegno della zona dorso lombare.

  4. Altezza del piano di seduta che consenta il pieno appoggio a terra dei piedi.

  5. Eventuale pedana poggiapiedi.

  6. Gambe piegate in modo da formare un angolo di circa 90°.

  7. Parte superiore dello schermo all’altezza degli occhi e sguardo perpendicolare al monitor ad una distanza compresa tra i 50 e i 70 cm.

Uso del computer portatile:

L’impiego prolungato di computer portatili necessita della disponibilità di una tastiera e di un mouse o altro dispositivo di puntamento esterni, nonché di un idoneo supporto che consente il corretto posizionamento dello schermo.



Per vedere maggiori dettagli sulle caratteristiche delle postazioni di lavoro, scarica l’articolo completo cliccando qui oppure leggi il prossimo articolo sul nostro sito.

 

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